Notizie
Alonso entusiasta della Ferrari: “La miglior macchina della mia carriera” 23/02/2010di Andrea Bonino
Dopo i primi test a Valencia e a Jerez de la Frontera, il pilota spagnolo si confessa e mette a nudo le sue certezze, ma anche i suoi dubbi
|
|
Dopo i primi test a Valencia e a Jerez de la Frontera, Fernando Alonso si confessa in un'intervista esclusiva al britannico Guardian e ai microfoni di Sky Sport 24 alla vigilia del Mondiale 2010 che partirà il 14 marzo in Bahrain. Per il due volte campione del mondo con la Renault (nel 2005 e nel 2006) è un anno importante: il primo a bordo della Ferrari, la scuderia più ambita da tutti i piloti del circus di Formula 1, per confermarsi ad altissimi livelli e dare un senso completo alla propria carriera. Ma non sarà facile, vista la concorrenza. Innanzitutto c’è da battere il campione del mondo Jenson Button, che parte favorito con la sua Brawn Gp. Poi ci saranno le consuete sfide con Lewis Hamilton, con la Red Bull ma soprattutto con il “vecchio” nemico Michael Schumacher, tornato in pista dopo tre anni di assenza e pronto a vendere cara la pelle pur di conquistare il suo ottavo titolo con la Mercedes Gp. Ma soprattutto, cosa per nulla scontata, ci sarà da battere la concorrenza di Felipe Massa. Un duello tutto in famiglia che promette scintille, fuoco e fiamme. Lo spagnolo comincia a parlare della Rossa raccontando un aneddoto personale: «Mio padre me l'ha sempre detto: “Una volta che avrai guidato la Ferrari potrai anche ritirarti: la tua vita sarà realizzata”. Dopo i mondiali con la Renault mi sentivo felice ma mio padre insisteva: “Se correrai per la casa di Maranello i tifosi si dimenticheranno dei mondiali e ti ricorderanno sempre come un pilota della Ferrari”. Ora ho capito perchè la Ferrari trasmette sensazioni particolari, uniche. E appena sono entrato a Maranello ho subito pensato a lui, convinto che fosse veramente felice». Certo che se il pilota di Oviedo è stato costretto a lasciare la Spagna per fuggire dall'affetto e dalle attenzioni di media e tifosi, il passaggio alla scuderia del presidente Luca Cordero di Montezemolo non lo ha di certo aiutato. “So già che adesso anche quando andrò a gareggiare in Australia o Giappone sarà tutto diverso perchè i ferraristi sono numerosi in tutto il mondo. È fantastico se vinci, un po’ meno se perdi. Ma fa parte dell'essere un pilota Ferrari”. Ed è già innamorato della “sua” F10: “E’ senza dubbio la miglior macchina che io abbia mai guidato. Red Bull, McLaren e Renault sono state davvero veloci in questi primi test ed hanno mostrato di avere ottime carte per giocarsi il mondiale. Noi, invece, ancora non abbiamo fatto vedere tutte le nostre. Ora analizzeremo i dati raccolti, ma fin d'ora sono molto ottimista. Se fossi in un altro team, terrei d'occhio la Ferrari perchè tutto sta procedendo nel migliore dei modi. Speriamo che gli altri tre team non siano così competitivi”. Un punto su cui migliorare? “Negli short runs con poco carburante a bordo”.
Nonostante la sfortunata parentesi del 2007, Alonso non coltiva nessun rancore nei confronti della McLaren: “È stata una stagione difficile ma ho imparato molto a livello personale. È stata importante per la mia carriera, sono cresciuto come persona e ho imparato a reggere le pressioni e le difficoltà che venivano dalla scuderia e anche dai media. Ora sono molto più preparato a vivere la Formula Uno”. E non poteva mancare, ovviamente, un ringraziamento al suo mentore: Flavio Briatore. Colui che l’ha portato in Renault e gli ha permesso di essere sotto i riflettori del circus. Lui l’ha ripagato con il gradino più alto del podio per ben due volte a fine stagione. I due sono amici: “Sono contento che sia stato scagionato dalle accuse. La spy-story di tre anni fa? Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato ma sono contento di aver aiutato la Fia a scoprire la verità”. Lo spagnolo chiude parlando dei presunti screzi con Felipe Massa e sul rivale per eccellenza per il mondiale: Michael Schumacher. Sul suo nuovo compagno di squadra il suo commento è tagliente: “Sono pure invenzioni della stampa: siamo una coppia molto forte. Lavoriamo entrambi per il bene del team”. Sul campione di Kerpen, invece, Alonso preferisce sdrammatizzare con una battuta: “Sono rimasto stupito quando ho sentito che Michael sarebbe tornato. Ma lo capisco. Le nostre vite sono così intense che è difficile abituarsi ad un'esistenza normale. D'altronde senza di lui non ho più vinto un mondiale: speriamo che sia un buon segno per me”. Ora il “racer in rosso” si sta preparando per i test di Barcellona che si terranno la prossima settimana: gli ultimi prima della gara d'apertura. L’ultima tappa dell’Alonso-Mania.
|
|
|
|